Scegliere il sistema di filtrazione adatto, quando migliorare la qualità dell’acqua del rubinetto diventa l’obiettivo a cui ambire, è un’operazione che lascia spazio a svariati dubbi.
Tra questi, optare per microfiltrazione o osmosi inversa è in cima alla lista.
Decidere qual è preferibile tra le due soluzioni non può non essere correlato alle caratteristiche dell’acqua, alle proprie necessità e al tipo di risultato che si desidera ottenere.
Sicuramente, entrambe le tecnologie funzionano sullo stesso principio: trattare l’acqua potabile, solo che lo fanno in modo diverso.
Scopriamo insieme i vantaggi e le differenze che intercorrono tra i due sistemi.
Osmosi inversa: come funziona e quali vantaggi offre il processo osmotico?
L’osmosi inversa, intanto, sfrutta una membrana semipermeabile tramite cui l’acqua viene spinta a pressione. Poi, la membrana trattiene la quasi totalità delle sostanze disciolte, (una buona membrana osmotica trattiene fino al 99% delle impurità) così che l’acqua ottenuta presenti una concentrazione ridotta di Sali minerali ed impurità.
A ragione di questo, un impianto a osmosi inversa può essere molto indicato nel caso in cui si desiderasse ottenere un trattamento approfondito dell’acqua. Spesso è un’opzione verso cui propendono coloro i quali vorrebbero intervenire sulla presenza di determinate sostanze disciolte o ridurre la durezza dell’acqua.
Infine, tra gli aspetti da prendere in considerazione ci sono però aspetti come: l’ingombro dell’impianto, la necessità di manutenzione e il consumo d’acqua associato al processo di filtrazione. Poi, visto che il trattamento è più intenso, è fondamentale scegliere un sistema che sia correttamente dimensionato e sottoporlo alla manutenzione prevista.
Ispirandoci a madre natura, abbiamo caratterizzato i nostri depuratori d’acqua e sistemi di filtrazione mediante una specifica tecnologia da 7 passaggi di filtrazione e l’ottavo è un vitalizzatore! Solo il 10% dei depuratori sul mercato depura davvero: imparare a riconoscerli, protegge la salute.
Microfiltrazione: una soluzione semplice per l’acqua di casa

La microfiltrazione utilizza invece filtri con pori di dimensioni molto ridotte, progettati a posta per trattenere particelle e determinate impurità presenti nell’acqua.
Rispetto all’osmosi inversa, la microfiltrazione è un tipo di trattamento che risulta meno invasivo e più semplice. In questo caso, da questa soluzione, ci si aspetta sicuramente il miglioramento delle caratteristiche dell’acqua del rubinetto, così come la riduzione delle particelle e delle sostanze che influiscono in modo mirato sulla sua limpidezza e sulle sue caratteristiche, come ad esempio l’odore di cloro.
Un ulteriore vantaggio è dato dalla possibilità di installare sistemi compatti: come ad esempio il depuratore modello sottolavello realizzato da NaturWay “Natur”, che produce acqua filtrata e remineralizzazione direttamente dal rubinetto.
Microfiltrazione o osmosi inversa: cosa scegliere per casa?
Comprendere cosa scegliere tra osmosi inversa o microfiltrazione per la propria casa vuol dire analizzare – in primis – l’acqua disponibile. Successivamente, avere chiaro in mente che non esista una tecnologia universalmente migliore: sono scelte soggettive e legate a situazioni che lo sono altrettanto.
In breve, la microfiltrazione è l’opzione preferibile per chi ricerca un sistema utile a migliorare la qualità dell’acqua destinata all’uso di tutti i giorni, in modo particolare quando non è fondamentale intervenire in modo significativo sui Sali minerali disciolti.
Invece, l’osmosi inversa è indicata per chi desidera una filtrazione più spinta e una conseguente maggiore riduzione delle sostanze disciolte. Qui andranno poi valutate condizioni come la manutenzione, le dimensioni dell’impianto e la gestione dell’acqua di scarto.
La scelta dipende dalle esigenze
Per concludere, decidere tra osmosi inversa o microfiltrazione non può prescindere da una valutazione legata al tipo di acqua che arriva in casa e al trattamento che si desidera: in tal senso, la regola d’oro consigliata da NaturWay è di evitare, in ogni caso, i sistemi con meno di sette filtri.
A sbrogliare la matassa di dubbi può entrare in gioco un confronto pratico tra tecnologia, costi di gestione, manutenzione e spazio disponibile che permette di puntare la soluzione adeguata ai propri bisogni, ovviando al rischio di selezionare un sistema più complesso di quello di cui si necessita.
In questa e altre valutazioni, puoi contare sugli specialisti di NaturWay!









