Quando si parla di acqua potabile e acqua depurata, spesso i nostri consulenti NaturWay riscontrano confusione con i loro interlocutori.
Ecco il perché di questo approfondimento al tema.
I due termini vengono infatti spesso utilizzati in modo intercambiabile nel linguaggio comune, ma in realtà indicano due tipologie di acqua molto diverse tra loro, sia per origine che per utilizzo.
In questo articolo cercheremo di chiarire in modo semplice e completo qual è la differenza tra acqua potabile e depurata, e perché è importante conoscerla.
Differenza tra acqua potabile e depurata: concetti chiave
Cos’è l’acqua potabile?
L’acqua potabile è quella che risponde a determinati standard di qualità fissati per legge (in Italia, dal D.Lgs. 18/2023), ed è quindi sicura dal punto di vista alimentare per il consumo umano.
Può provenire da falde acquifere sotterranee, sorgenti naturali, fiumi o laghi, ma prima di arrivare ai nostri rubinetti viene sottoposta a specifici trattamenti di potabilizzazione, volti a eliminare eventuali agenti patogeni, metalli pesanti o sostanze chimiche pericolose che potrebbero essere disciolte al suo interno.
L’acqua potabile, in estrema e non esaustiva sintesi, è l’acqua che possiamo bere senza rischi, usarla per cucinare o lavare gli alimenti o per l’igiene personale.
Deve essere incolore, inodore e insapore, ma soprattutto deve rispettare parametri microbiologici e chimici ben precisi.
Cos’è invece l’acqua depurata?

L’acqua depurata, invece, è l’acqua che ha subito un processo di depurazione, ovvero un trattamento volto a rimuovere le impurità, ma non è necessariamente potabile.
Spesso si tratta di acqua proveniente da scarichi civili o industriali, che viene trattata negli impianti di depurazione per poter essere reimmessa nell’ambiente in modo sicuro, oppure riutilizzata per usi non potabili, come l’irrigazione o alcuni processi industriali.
Il termine “depurata” può anche riferirsi – nell’uso più comune, il termine fa maggiormente riferimento all’acqua utilizzata per uso domestico – all’acqua trattata con dispositivi tecnologici domestici, che nobilitano le caratteristiche dell’acqua senza intaccarne le caratteristiche organolettiche, come ad esempio il sistema di trattamento e depurazione dell’acqua ad osmosi inversa per la casa o l’attività commerciale Natur Professional di NaturWay o il sistema destinato ai circuiti scolastici Natur School.
Nel caso della depurazione domestica, l’acqua precedentemente trattata nei grandi serbatoi di approvvigionamento (Acquedotti Comunali, ad esempio) viene ulteriormente trattata e depurata da alcune sostanze (come cloro, calcare o metalli, microplastiche e PFAS), che, per quanto impercettibili, sono nocive per la salute umana.
In conclusione, la differenza tra acqua potabile e depurata parte dal presupposto chiave che, nel secondo caso, non è lecito parlare sempre di acqua potabile ma bensì nobilitata.
I depuratori ed i sistemi per il trattamento delle acque domestiche o per uso commerciale non vanno infatti confusi con apparecchiature o sistemi come il “Potabilizzatore”.
Conclusioni: l’importanza di chiarire la differenza tra acqua potabile e depurata
Capire la differenza tra acqua potabile e acqua depurata è fondamentale per fare scelte consapevoli, soprattutto quando si installano impianti di trattamento domestici o si valutano sistemi di riciclo dell’acqua. Bere acqua non potabile può comportare seri rischi per la salute, quindi è sempre bene affidarsi a fonti sicure e controllate.








